Termini tratti dalla Bibbia

Alcuni termini tratti dalla Bibbia li abbiamo già sentiti, senza sapere esattamente da dove provengano. Alcuni sono oggi usati anche al di fuori della Bibbia – nella vita quotidiana, nella cultura o nei media – e vi hanno talvolta assunto un significato del tutto diverso.

Su questa pagina desideriamo spiegare a poco a poco, con brevi testi, alcuni termini importanti della Bibbia. Cliccate su un termine per aprirne la spiegazione.

Termini dalla A alla Z

Apocalisse

L'Agnello apocalittico, sorretto da quattro angeli in piedi sui globi nella La basilica di San Vitale © RG 2025

L’Agnello apocalittico, sorretto da quattro angeli in piedi sui globi, nella basilica di San Vitale a Ravenna, Ravenna 2025

Apocalisse – davvero la fine del mondo?

Due ragazzi chiacchierano sull’autobus:

«Ehi, hai visto il film ieri sera? Tutta la città distrutta, fuoco e caos dappertutto!»
«Sì, davvero apocalittico! Proprio la fine del mondo!»
«Ma sai che cosa significa davvero “apocalisse”?»
«Certo, la fine del mondo! O no?»

Non proprio! In origine, infatti, apocalisse significa qualcos’altro.

La parola «apocalisse» deriva dal greco apokálypsis e significa «rivelazione» o «svelamento». Indica il disvelamento di qualcosa di nascosto – e non semplicemente la fine del mondo.

Il termine è noto soprattutto come titolo dell’ultimo libro della Bibbia, l’Apocalisse di Giovanni, che si apre proprio con questa parola (Ap 1,1). Testi apocalittici si trovano però anche nel Primo Testamento, ad esempio nel libro di Daniele (Dn 7–12), e nei Vangeli (Mc 13).

Molti di questi testi nacquero in tempi di crisi, oppressione e incertezza. Parlano per visioni e immagini: animali, numeri misteriosi, colori e grandiosi fenomeni naturali. Questo linguaggio simbolico si rifaceva alle concezioni religiose del suo tempo. Per i lettori e le lettrici di allora era comprensibile e voleva infondere coraggio: Dio tiene in mano la storia e il male non ha l’ultima parola.

Nel linguaggio odierno «apocalisse» indica perlopiù una catastrofe o la fine del mondo, ad esempio nei film e nei servizi dei media. Anche i testi biblici contengono immagini drastiche di distruzione e di giudizio. L’apocalisse biblica, però, non si conclude con la distruzione, bensì con la speranza in «un cielo nuovo e una terra nuova» (Ap 21,1), in cui Dio asciugherà ogni lacrima (Ap 21,4).

Per questo apocalisse non significa semplicemente fine del mondo. Racconta anche la speranza che l’ingiustizia e la sofferenza saranno superate e che un nuovo inizio è possibile.