Quando la voce viene meno

«Proprio ora, mentre vi scrivo queste righe, fuori c’è un gran rumore.» È così che il pastore Anatoliy Raychynets, vice segretario generale della Società Biblica Ucraina, inizia il suo resoconto. L’esercito ucraino sta abbattendo i droni che attaccano Kiev. «Siamo senza elettricità e senza acqua, ma siamo vivi – e stiamo lavorando sodo per portare luce e speranza in una situazione davvero buia e disperata.»

Anatoliy Raychynets, vice segretario generale della Società Biblica Ucraina © UKBG 21.08.2023

Anatoliy Raychynets, vice segretario generale della Società Biblica Ucraina © UKBG 21.08.2023

Due volte al mese al fronte

In media due volte al mese, una squadra della Società Biblica Ucraina si reca al fronte. È composta da assistenti spirituali volontari di diverse confessioni: vescovi, pastori e sacerdoti. Una volta sul posto, si dividono in piccoli gruppi di due o tre persone e offrono assistenza spirituale ai soldati, in accordo con il comandante e il cappellano militare. Se la situazione lo permette, visitano le postazioni e le trincee.

Entro la fine dell’anno sono previsti almeno altre tre missioni. La più grande e la più lunga si terrà durante il periodo natalizio: dal 20 al 30 dicembre la squadra festeggerà il Natale insieme ai soldati.

Più pericoloso che mai

La situazione al fronte è molto più difficile rispetto agli anni passati a causa dei droni. La cosiddetta “zona della morte” lungo la linea del fronte è ormai larga 30 chilometri. Ogni missione è diventata più rischiosa. «Eppure il bisogno di Bibbie e di assistenza spirituale non fa che crescere», dice Raychynets.

La maggior parte dei soldati non sono militari di carriera, ma civili che sono stati arruolati per difendere il loro Paese. «Ecco perché è così importante che la Chiesa sia presente dove le persone hanno bisogno di assistenza spirituale.» Proprio mentre Raychynets scriveva il suo resoconto, il responsabile del dipartimento di assistenza spirituale delle forze terrestri si è rivolto alla Società Biblica per chiedere delle Bibbie. «Succede ogni giorno, sette giorni su sette.»

«Non riesco a parlare»

Ciò di cui i soldati hanno più urgente bisogno è un avvicendamento, racconta Raychynets. Sono esausti e sentono la mancanza delle loro famiglie, delle loro case, della loro vita di un tempo. Una volta un soldato gli ha chiesto di chiamare sua moglie per dirle che era vivo e che gli mancavano tantissimo lei e i bambini. «Perché non glielo dici tu stesso?», gli ha chiesto Raychynets. La risposta: «Ci ho provato tante volte. Ma nel momento in cui sento la voce di mia moglie o dei miei figli, non riesco a parlare.»

I soldati hanno bisogno di qualcuno con cui parlare. Molti chiedono ai cappellani di pregare per loro e insieme a loro. Quasi tutti apprezzano molto la lettura comune della Bibbia, specialmente i Salmi. E molti dicono quanto sia difficile stare lontani così a lungo non solo dalla famiglia, ma anche dalla Chiesa. «Ecco perché abbiamo bisogno gli uni degli altri, per restare forti nella lotta per il nostro diritto di vivere.»

Oltre 1300 assistenti spirituali all’opera

Al momento, 450 cappellani militari prestano servizio a tempo pieno nelle forze armate ucraine, ai quali si aggiungono circa 850 cappellani volontari. La Società Biblica Ucraina li sostiene fornendo loro delle Bibbie e li accompagna nelle loro missioni.

«Grazie per essere al nostro fianco», scrive Anatoliy Raychynets in conclusione.

© Anatoliy Raychynets ha rilasciato questa testimonianza a Tobias Keil della Società Biblica Tedesca durante una telefonata il 13 ottobre 2026.